AVIS SASSUOLO

AVIS SASSUOLO
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Storia

  Fino al 1958 i sassolesi che sentivano il dovere di donare il proprio sangue per salvare vite umane dovevano recarsi a Modena oppure presso l'ospedale civile dove veniva usato il metodo della trasfusione diretta. Si procedeva alla "garibaldina", con salassi frequenti, con spirito di abnegazione.

  Questi pionieri, tra i quali Arturo Barbieri, Gino Fantoni, Arturo Zanti , Aldo Bertoli, Gino Debbi, Gino Incerti, Orlando Berselli, si organizzarono e costituirono l'ossatura della sezione comunale di Sassuolo.

  La prima raccolta collettiva di sangue ebbe luogo la mattina di domenica 30 novembre 1958, nei locali messi a disposizione, per il solo prelievo, nel palazzo Guerzoni. La costituzione ufficiale della sezione si svolse il 14 aprile 1963 quando, presso la sala consiliare del municipio di Sassuolo si riunirono 29 donatori che elessero il primo consiglio direttivo nelle persone di Franco Vezzalini presidente (presente nella foto a lato), Sauro Sibani vice presidente, Antonio Longhi amministratore, Fidenzio Franzoni segretario, Carlo Bertoli responsabile stampa; Aldo Paoli , Luciano Bigoni , Elio Baldi , Bruno Piccinini , Luigi Menozzi , Raffaele Collioli consiglieri.

  Sindaci revisori furono eletti Francesco Fantoni , Aristide Ferrari ed Antonio Castelli. Probiviri furono Tullio Taccini , Pietro Corradini e Giancarlo Barbolini.

  Primo direttore sanitario fu la dott.ssa Valeria Baldelli.

  Nei primi anni, l'importanza del dono del sangue era poco riconosciuta; nonostante tutto, i donatori aumentavano. Ciò dava ai dirigenti la carica morale per lottare allo scopo di migliorare il sistema trasfusionaIe e la gestione dei donatori. I prelievi di sangue avevano luogo in locali sempre diversi ma finalmente l'amministrazione comunale assegnò alla sezione la prima sede fissa: in via Fenuzzi, nell' ex osteria "Piseva", dotata di due stanze spaziose. Non era del tutto idonea dal punto di vista sanitario ma era comunque una vittoria perchè significava che le autorità avevano riconosciuto il valore dell' attività dei donatori.

  Dopo un lungo peregrinare, nel 1978 vi fu poi un primo trasferimento in via Caula, sede inadeguata come spazio ma igienicamente idonea e, nel 1983, un secondo trasferimento in via Farosi, sede più spaziosa ma ancora insufficiente in quanto i donatori avevano superato le 700 unità.

  Nel frattempo si era raggiunto un risultato importante: tutti i donatori venivano sottoposti ad esami di laboratorio e venivano puntualmente seguiti da un direttore sanitario per cui diminuirono i rischi di trasmissione di malattie infettive tramite trasfusione.

  Alla fine la sezione riuscì ad ottenere una sede idonea, nei locali riadattati nell’edificio ex Casa Valentini, attrezzata e funzionale, che risultò tra le migliori della provincia.

  In occasione dell'inaugurazione, avvenuta nel 1985, la sezione fu intitolata al primo presidente Franco Vezzalini scomparso il 9 febbraio dello stesso anno.

  Nell'autunno 1994 è stata attivata, presso i locali di quella sezione, l'unità di raccolta del territorio comprendente anche l'attività di plasmaferesi produttiva, che in precedenza veniva effettuata solo a Modena.

  Nel giro di pochi anni però anche la sede di via Giacobazzi (ex Casa Valentini) cominciò ad essere prima di dimensioni appena sufficienti, e poi decisamente “stretta”. I donatori nel 2001 (anno di trasferimento nella sede attuale di via XXVIII settembre) erano 1238, i prelievi 2852 (di cui 1408 plasmaferesi), la sede era aperta molti giorni alla settimana per questa ultima attività ma soprattutto, cosa che non appare sempre immediatamente evidente, le procedure, per garantire sempre più sia il donatore che il ricevente, comportano una attività notevolmente, anche se giustamente, appesantita.

  Il secondo presidente della sezione fu Aldo Paoli eletto nel 1984 che fu sostituito tre anni dopo da Giovanna Marzullo alla quale, nel 1993, alla scadenza del secondo mandato triennale, subentrò Stefania Nicolini. Seguirono poi Roberto Luppi (1996 - 2001), Marco Fantoni (2002 - 2004), Stefano Tosi (2005 - 2012).

  Tra le attività svolte dalla sezione, particolare rilievo hanno quelle di carattere sportivo con manifestazioni di calcio, pesca, tennis, podismo e ciclismo.

  La sezione, precedentemente parte integrante dell'Avis Provinciale, con l'approvazione dei nuovi statuti a livelli associativi avvenuta nel 2005, è ora dotata di piena autonomia giuridica, patrimoniale e processuale. Nella nuova architettura statutaria definita "a rete", essa ha assunto il ruolo di socio persona giuridica dell'Avis Provinciale, di quella Regionale e di quella Nazionale. I soci dell'Avis di Sassuolo, inoltre, divengono automaticamente soci dell'Associazione ad ogni livello. 

  Il compito di gestire tale passaggio è stato assunto dal Consiglio in carica formato da Stefano Tosi presidente, Giovanna Marzullo vicepresidente, Carla Cortese segretaria, Giovanni Mammi tesoriere, Marastoni Gino responsabile stampa e propaganda, Gullo Carmelo responsabile organizzazione e sviluppo, Bianchi Gabriella responsabile giovani, Torri Valerio responsabile scuola, Flaminio Casoni responsabile sport.

  Il direttore sanitario è da molti anni la dott.ssa Vanna Rinaldi.

  Vice direttore sanitario è la dott.ssa Cinzia Torri. 

  Oggi, dopo tanti anni dalla costituzione della sezione, si può essere soddisfatti: gli sforzi per il miglioramento della raccolta del sangue e per il riconoscimento del donatore sono stati premiati.

  Al termine del 2006 i donatori iscritti erano 1643 ed erano 18 i soci emeriti e collaboratori.

  Nell'anno sono state raccolte 1584 unità di sangue intero e 2249 unità di plasma e derivati.
   

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